Psicomotricità funzionale

COSA E’ LA PSICOMOTRICITA’ FUNZIONALE

 La psicomotricità funzionale è una metodologia educativa che si avvale del corpo, inteso come movimento e percezione, per rispondere ai bisogni motori, cognitivi, affettivi ed espressivi della persona. Lo psicomotricista funzionale valorizza le abilità che rappresentano i punti di forza per sostenere e promuovere un’evoluzione positiva della persona, sia in relazione con l’ambiente circostante, sia in relazione alla propria capacità di agire.

Gli interventi di psicomotricità funzionale possono essere attuati per favorire e sostenere la processualità della crescita psicomotoria del bambino, quindi in un’ottica di prevenzione educativa, oppure per colmare problemi di vario carattere (intellettivo, affettivo, motorio, espressivo) consapevoli che gli aspetti corporei, affettivi e cognitivi formano un’unità indissolubile.

 

Link: www.psicomotricitafunzionale.it

 

 

AMBITI DI INTERVENTO

La psicomotricità funzionale rappresenta una preziosa possibilità di aiuto laddove si presentano problemi intellettivi, affettivi, motorie ed espressivi.

 

DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO E DIFFICOLTA’ SCOLASTICHE

Nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, (DSA), rientrano:

dislessia (disturbo di lettura);

disortografia e disgrafia (disturbi della scrittura dal punto di vista costruttivo ed esecutivo); 

discalculia (disturbo del calcolo).

I DSA rappresentano dei deficit funzionali dovuti ad alterazioni di natura neurobiologica. Si tratta di una caratteristiche personali propria fin dalla nascita e non dipendono da problemi emotivo-relazionali, familiari, nè da pigrizia o da una scarsa motivazione.

 

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO E DELL’ATTENZIONE

Disordini neuropsichiatrici che si manifestano con alterazioni del comportamento quali iperattività e deficit di attenzione, impulsività e aggressività. L' entità con cui si manifestano è tale da compromettere la vita relazionale, scolastica e familiare del bambino. La causa delle alterazioni del comportamento è multifattoriale: vi concorrono elementi genetici, neurobiologici e ambientali-relazionali.

 

DIFFICOLTA’ MOTORIE

In questo disturbo le prestazioni in compiti di coordinazione motoria, fini o grosso motori sono significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’età e allo sviluppo intellettivo. La psicomotricista funzionale propone specifiche esperienze ludiche per migliorare il funzionamento dell’apparato senso motorio  del bambino e per supportare un’idonea integrazione dei suoi diversi sistemi percettivi (sistema visivo, cinestesico, acustico, tattile e dell’equilibrio).

 

PARALISI CEREBRALE INFANTILE

Malattia cronica non progressiva, che si manifesta dalla nascita e dal periodo perinatale e che va a compromettere, in misura molto variabile, le capacità motorie, sensoriali/sentitive, cognitive e neuropsicologiche del bambino. Trova le cause in agenti patogeni (infezioni, asfissie,…) che agiscono sul sistema nervoso centrale del feto/bambino durante la gravidanza o nei primi mesi di vita.

 

DISTURBI AUTISTICI

Malattia neuropsichiatrica che determina la compromissione delle capacità comunicative, ludiche e gli interessi del bambino. Ha una genesi multifattoriale (genetica e neurobiologica).

 

RITARDO MENTALE

Malattia neuropsichiatrica cronica e invalidante, che determina la compromissione della capacità di ragionamento e di apprendimento, delle autonomie personali e sociali, del linguaggio. Ha una genesi multifattoriale (genetica, neurobiologico e ambientale).

 

 

LA PROMOZIONE DELLO SVILUPPO PSICOMOTORIO NEL PRIMO ANNO DI VITA

Il gioco ha un ruolo fondamentale nello sviluppo psicomotorio del bambino.

Lo sviluppo intellettivo e motorio del piccolo viene favorito da un ambiente che gli dia la possibilità di muoversi, di scoprire, di inventare e che rispetti la fase di sviluppo del bambino.

Il corso si articola in 4 incontri e si propone di analizzare il gioco e i giocattoli in relazione all’età del bambino e alla sua maturazione intellettiva, motoria, affettiva e sociale. Si prendono in considerazione le seguenti fasi: da 0 a 3 mesi, da 3 a 6 mesi, da 6 a 12 mesi e da 12 a 18 mesi.

Per ogni fase verranno presentate:

- le competenze che il bambino matura;

- i giochi di cui ha bisogno con qualche idea pratica;

- cosa bisognerebbe evitare;

- indicazioni sulla sicurezza.

 

Con Dott.ssa Patrizia Semperboni, 

Psicomotricista Funzionale e Insegnante di Massaggio Infantile (A.I.M.I.)